Mozione respinta

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Camera dei Deputati, 5 giugno 2013

IVAN DELLA VALLE (M5S). Signor Presidente, troppo spesso, durante la discussione in quest’Aula, ho sentito pronunciare la parola «la TAV». Questo mi è sufficiente per capire il grado di preparazione di tanti dotti commentatori.


Sì, perché non stiamo parlando della «trena» ad alta velocità. Voglio infatti ricordare ai colleghi che il segmento della linea ferroviaria Torino-Lione è incluso nell’asse 6, uno dei trenta assi transeuropei TEN-T core network approvati nella decisione di europea n. 661/2010/UE del Parlamento e del Consiglio europeo del 7 luglio 2010. Con questa decisione si sottolinea che la linea ferroviaria in questione non è ad alta velocità e neppure ad alta capacità, ed è classificata dall’Unione europea linea convenzionale. Ricordo, inoltre, che la linea storica Torino-Modane è già un segmento della medesima direttrice, che già stata riammodernata con una spesa pari a circa 400 milioni di euro e che oggi viene utilizzata solo per un nono della sua capacità. Nella mozione dell’onorevole Costa si apprende di un aumento importante dei flussi di merci a livello mondiale. Il dato, fosse anche supportato da una fonte attendibile – cosa che evidentemente non è – sarebbe comunque inutile. Per sostenere una tratta da Torino a Lione occorre, infatti, esaminare i dati storici del traffico su quella direttrice, non su scala globale. Dati alla mano, ci accorgiamo di uno spaventoso calo, ed il primo pensiero va sicuramente alla crisi economica. Leggiamo, invece, che questa decrescita del trasporto delle merci avviene con un ritmo pressoché costante dai primi anni del duemila, periodo ben lontano da ogni minima percezione rispetto a quanto oggi accade. Nonostante questo inequivocabile dato di fatto, i proponenti dell’opera continuano a dare dimostrazione di un imbarazzante livello di preparazione tecnica e soprattutto di scarso buon senso. «Pensi di scavare l’alveo di un fiume ? Prima o poi l’acqua scorrerà», dichiarava un membro dell’Osservatorio tecnico, ospite di un convegno al Politecnico di Torino il 4 novembre 2011 (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

LTF, società responsabile del progetto della tratta internazionale dell’opera, si esprime invece secondo previsioni del traffico merci che nulla hanno a che vedere con la ragione umana. Considerato, lo ricordiamo, un trend di decrescita che dura da più di un decennio, LTF proietta verso l’alto e nel futuro numeri assurdi, è così che afferma che nel 2053 il traffico su ferrovia sarebbe pari a più di 15 volte il traffico attuale: una crescita esponenziale troppo lontana dai modelli fisici ed economici che regolano la realtà.

L’aspetto comico di tutta questa faccenda diventa ridicolo quando si scopre che questa crescita così accentuata è messa in correlazione ad una supposta continua crescita del PIL per i prossimi anni. Stiamo dicendo, insomma, che, in controtendenza rispetto al pensiero economico internazionale ed in barba al puro buonsenso, i proponenti dichiarano che il periodo che verrà non potrà essere altro che prospero e felice.

Informiamo allora quelle 365 mila piccole e medie imprese che hanno chiuso nel 2012, quegli imprenditori che ogni giorno non vedono alternativa se non il suicidio, tutti quei padri che non sanno più come sfamare i loro figli. Ecco la crescita è già qui! 
Con queste assurdità a difesa solo di grandi interessi state calpestando la dignità dei cittadini. Avete dalla vostra un sistema dell’informazione che mai racconterà le verità tecniche oggettive celate dietro a questa grande opera inutile che vi ostinate a definire «strategica». Ma avete letto l’analisi costi/benefici? Un’opera comporta un investimento stratosferico che vedrebbe, secondo i proponenti, una redditività minima. Vedremo un pareggio, infatti, solo nel 2072. Una persona qualsiasi, purché razionale e non in conflitto di interessi, si interrogherebbe immediatamente ed immediatamente si darebbe una risposta: quantomeno stiamo parlando di un’opera che non è prioritaria.


Sull’analisi costi/benefici, qualche mese fa presso il Politecnico di Torino la dottoressa Maffii, membro dell’Osservatorio tecnico è intervenuta con qualche dichiarazione alquanto imbarazzante per i proponenti: «L’analisi costi/benefici soffre di un eccesso di ottimismo» e «si ha una tendenza per le opere di questo tipo a sottostimare i costi e a sovrastimare i benefici». 
Notizia ancora più sconcertante arriva quando la dottoressa ci parla del fattore incidentalità: senza il peso di questo fattore, il bilancio costi/benefici non sarebbe più, come dichiarato, leggermente positivo ma andrebbe in perdita. Si, abbiamo proprio capito bene: togliendo i benefici della riduzione degli incidenti stradali, l’opera, anche secondo i proponenti, è inutile o meglio economicamente dannosa.

Nell’analisi costi/benefici i benefici dell’opera vengono calcolati a partire dal 2023 ma il progetto definitivo prevede 12 anni per la costruzione del tunnel di base, che non è ancora partito. Emerge quindi un ennesimo gravissimo errore di valutazione. Sapete poi che questa analisi costi/benefici non riguarda il tanto conclamato progetto per fasi, ma l’opera nella sua interezza? Qualche gentile collega potrebbe spiegarmi come si fa a parlare del progetto attuale utilizzando l’analisi costi/benefici di un’altra idea di opera? Ma se allora l’analisi non va bene, un’analisi costi/benefici non esiste! O almeno non per questo progetto! E allora di cosa stiamo parlando?


Data la notevole mancanza di rigore scientifico in tutto l’iter fin qui esposto, il cittadino si aspetterebbe quantomeno un piano finanziario completo ben definito. Cosa abbiamo oggi? Il classico slogan: «L’Europa pagherà il 40 per cento» che è una falsità! L’Europa pagherà fino al 40 per cento, il che significa che è stato individuato un tetto massimo di finanziamento oltre il quale mai si andrà. Detto questo, è comprensibile come l’Europa debba ancora valutare la priorità della nuova Torino-Lione per poi formulare una proposta definitiva per il finanziamento. 
Staremo a vedere se seguirà il modello dell’indipendente, già citata analisi della Corte dei Conti francese, oppure le fantasiose proiezioni – strano a dirsi ! – dei proponenti.

Mi permetto inoltre di segnalare agli autori della mozione «pro-TAV» una divertente incomprensione: realizzare un progetto «per fasi» non significa assolutamente ridurre i costi! Pare infatti ovvio che anche la spesa sarà sostenuta «per fasi». Mi permetto di indignarmi quando ripercorro le vostre parole: «La non realizzazione della TAV, ritenuta strategica per prima dall’Europa, oltre a indebolire l’efficienza della rete europea, escluderebbe il Piemonte dal flusso degli scambi economici e commerciali del futuro, con pesanti e durature conseguenze sul piano economico e sociale». Parole prive di ogni fondamento, e che mirano, come al solito, ad alimentare la già alta disinformazione sul tema.

Come ultimo, ma non meno importante argomento, parlerò di una comunità che è quella valsusina, che per venti anni è stata derisa, mistificata e combattuta sui giornali, in televisione e in questa stessa Aula. In Valsusa troviamo le radici profonde del Governo Letta, là dove da sempre PD e PdL vivono in armonia, uniti da un grande interesse strategico quale è la grande opera inutile: il voto di oggi ne sarà la conferma (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Girando per la valle non troverete black bloc o anarco-insurrezionalisti, ma solo uomini di ogni età e ceto sociale informati e che dedicano larga parte della loro vita alla difesa di un territorio e del futuro dei propri figli. A loro va un abbraccio e un enorme ringraziamento per tutto ciò che hanno portato avanti in questi anni, per le coscienze che hanno risvegliato, per il forte senso di partecipazione che ci hanno trasmesso. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

A nome del gruppo parlamentare alla Camera del MoVimento 5 Stelle chiedo a gran voce un serio confronto sui dati di progetto, che coinvolga tecnici indipendenti e cittadini. Tutti, più informati, potremo essere in grado di giudicare oggettivamente l’utilità della nuova linea Torino-Lione, lasciando da parte una volta per tutte slogan ridondanti e privi di ogni significato. Annuncio che il gruppo parlamentare alla Camera del MoVimento 5 Stelle darà voto favorevole alla mozione Airaudo, Castelli ed altri n. 1-00048, che richiede l’abbandono di questo disastro per l’economia e per l’ambiente. Esprimerà invece voto contrario alle mozioni Costa ed altri n. 1-00033, Allasia ed altri n. 1-00064, Vitelli ed altri n. 1-00066, Giorgia Meloni ed altri n. 1-00069 e Speranza ed altri n. 1-00068, che ripropongono tesi distanti dalla realtà e non basate su dati scientifici, difese esclusivamente dai proponenti e dalla stessa triste classe politica che per decenni abbiamo imparato a conoscere, quella stessa che è inequivocabilmente responsabile del tracollo economico e morale di questo Paese (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).

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