Ragioni che vengono da lontano

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http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=71487

6 giugno 2013. Il Consiglio ha approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri, Emma Bonino, e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’accordo fra l’Italia e la Francia per la realizzazione e l’esercizio di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione,


firmato a Roma il 30 gennaio 2012, che disciplina la costruzione e la futura gestione della sezione transfrontaliera della Parte comune italo-francese dell’opera e contiene anche la disciplina della costituzione e del funzionamento del Promotore pubblico, che ne sarà il gestore.

L’Accordo risponde alla necessità di definire il quadro generale del tunnel di base di circa 57 km, la cui realizzazione e successiva entrata in esercizio consentiranno il superamento di quei limiti strutturali di sagoma, pendenza e sicurezza propri dell’attuale tunnel storico di montagna del Frejus, assicurando per il trasporto merci e viaggiatori standard adeguati a livello europeo ed internazionale. La disponibilità di un sistema di trasporto efficiente è fondamentale, infatti, per assicurare crescita economica e coesione territoriale.

La Tav

Le ragioni che hanno condotto alla stipula del presente Accordo vengono da lontano e da un contesto territoriale ben più ampio di quello binazionale. La Torino-Lione è un collegamento internazionale, voluto fortemente dall’Unione europea per creare un asse trasportistico efficiente da est a ovest del continente e rilanciare la modalità di trasporto ferroviaria rispetto a quella stradale, soprattutto per le merci. L’Unione europea, già nel luglio 1996, ha previsto la creazione di una rete ferroviaria trans-europea, estesa poi nel 2004 ai nuovi paesi aderenti, in cui la Torino-Lione, passando per due delle maggiori aree sviluppate del continente (il sud-est della Francia e la pianura padana, che da sola genera oltre il 70% delle esportazioni italiane) si è sin dall’inizio configurata come progetto prioritario. Un’analisi costi-benefici del progetto complessivo (sezione internazionale) individua risultati ottimali con riferimento al trasferimento modale per il traffico merci e passeggeri, al minor impatto ambientale (effetto serra, incidendalità, inquinamento) del trasporto merci e passeggeri, al forte incremento occupazionale previsto, a nuove opportunità per il territorio.

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