Si è sempre distinto

giorgetti

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“Giorgetti si è sempre distinto per precisione, azione, rigidità nella tenuta del timone del settore”.

Dal sito gioconews.it


Il gioco d’azzardo in mano all’amico delle concessionarie. Alberto Giorgetti, vice-ministro dell’Economia, si tiene la delega al gioco: con lui l’azzardo di Stato è proliferato. Proteste.
Cinzia Gubbini
Non bisogna guardare tanto a chi parla male di Alberto Giorgetti, che ha “strappato” la delega al gioco nel governo Letta. Ma piuttosto a chi parla bene del viceministro dell’Economia, nato e cresciuto in Alleanza nazionale, di professione impiegato di banca. Per esempio: qualche settimana fa il sito gioconews.it faceva il tifo per lui: “le notizie di ieri sera sulle nomine dei sottosegretari dei Ministri del team del Presidente del Consiglio Enrico Letta sembrano aprire un barlume di speranza per il poker live – scriveva il sito, molto interessato alla messa in regola del poker live, all’indomani della nomina dei sottosegretari – Tra i sottosegretari del Ministro all’Economia Fabrizio Saccomanni spunta il nome di Alberto Giorgetti, uno dei politici più produttivi in materia di gioco e che, ai tempi dell’ultimo Governo Berlusconi aveva tenuto con forza la delega al gaming. Giorgetti si è sempre distinto per precisione, azione, rigidità nella tenuta del timone del settore”.
Insomma, Giorgetti è una specie di mito nel mondo del gioco d’azzardo di Stato, a scoprire il genio è stato il governo Berlusconi, che per primo gli ha messo in mano la delega. E’ stato amore a prima vista, sotto la guida di Giorgetti sono cresciute scommesse, slot machines, gratta e vinci, bingo on line.
Giorgetti è un fiero difensore del settore, pensa che si tratti di un mercato del tutto lecito e positivo, visto che in fin dei conti crea posti di lavoro e ha un grande successo di pubblico, non c’è che dire. Alcune sue dichiarazioni: “trovo sconcertante che questo settore sia stato negli ultimi mesi sostanzialmente abbandonato a sé stesso”, e ancora: “non è immaginabile che un settore sostanzialmente in regime di monopolio debba affrontare una campagna complessiva di denigrazione senza precedenti”, e questo anche a causa di “numeri della ludopatia palesemente sovradimensionati rispetto all’impatto reale”.
Peccato che la preoccupazione sulla ludopatia di cui ormai soffrono moltissime persone, senza contare i dati della Commissione di indagine parlamentare sulla pesante evasione fiscale che riguarda questo settore, siano stati tra gli argomenti più battuti in campagna elettorale, anche dal Pd. Che aveva assicurato di voler porre un argine al gioco, di riconoscerlo come un problema sociale e culturale.
Ora la doccia fredda della conferma di Giorgetti. Evidentemente certe lobby sono piuttosto forti, e d evidentemente il centrosinistra pensa che sia meglio “cedere” su questo punto piuttosto che su altri (ammesso che, poi, sugli “altri” si tenga il punto fermo) dimostrando però, una volta in più, di non aver creduto fino in fondo al fatto che il gioco d’azzardo di Stato sia un problema da affrontare seriamente.
Grande la delusione della campagna “Mettiamoci in gioco”, che mette insieme molte realtà e associazioni, alcune delle quali gravitano esplicitamente nella costellazione del centrosinistra – ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker – pensieri senza dimora, UISP – ma che non la mandano a dire.
“Mentre nel paese si susseguono i casi di cronaca in cui il gioco d’azzardo è causa o concausa di eventi drammatici – afferma don Armando Zappolini a nome di “Mettiamoci in gioco” – si alzano da più parti inviti a limitare e regolamentare il fenomeno e vengono resi noti rapporti o notizie che rilevano la vicinanza tra la politica e i concessionari dei giochi, il Governo ha pensato bene di affidare una delega così delicata a un uomo da anni vicino ai concessionari. È inaccettabile che le tante voci che arrivano dalla società civile, dalla Chiesa cattolica, dai media, dai cittadini e dallo stesso Parlamento siano state misconosciute in modo così clamoroso. Dobbiamo perciò concludere, con rammarico, che per questo Governo la lobby dell’azzardo conta più di ogni altra cosa.”

CINZIA GUBBINI
venerdì 24 maggio 2013 16:35
popoff.globalist.it

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