Walter Ferrazza

Ferrazza

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/walter-un-miracolato-al-governo/2206336

Quando gliel’hanno detto, non ci credeva neppure lui: va bene il manuale Cencelli, come pure la fidanzata “giusta” e l’amico neoministro, ma passare in pochi mesi dai 1.348 voti delle ultime politiche a un posto come sottosegretario, non è che ti capiti proprio ogni giorno. “Perché hanno scelto me? Ho molte idee, ma nessuna risposta” ammette non troppo sconsolato Walter Ferrazza, 39 anni,


sindaco di Bocenago appena diventato, dire “inaspettatamente” è poco, il numero due di Graziano Delrio al ministero per gli Affari regionali e autonomie.
La prima domanda non è come abbia fatto, ma dove diavolo sia Bocenago, e più avanti si capirà il perché. Siamo in Val Rendena, non troppo lontano dalla blasonata Madonna di Campiglio. In un paese di 415 abitanti (o 406, le cifre discordano) governato, per l’appunto, da Ferrazza. Laureato in ingegneria ambientale a Trento, entra in politica nel 2000 con una lista civica: prima assessore, poi vicesindaco, consigliere d’opposizione e finalmente, nel 2010, sindaco. D’inverno di scia, d’estate si gioca a golf o si va in montagna. I turisti non è che accorrano a milioni, ma i fedelissimi non mancano. Come Graziano Delrio: sindaco di Reggio Emilia, presidente dell’ANCI e renziano di ferro. Lui, a Bocenago ci va da decenni: ha comprato casa, è il suo “buen retiro”.
Figurati se non conosce uno per uno i suoi abitanti; compreso Ferrazza che tra i boschi sta più che bene, tanto che fuori dai confini comunali non lo conosce quasi nessuno. In paese, invece, lo stimano tutti. Stimano lui e la sua fidanzata, Benedetta Samorì. Nipote di tale Giampiero Samorì, avvocato modenese. Sì, esatto, proprio lui: il fondatore del MIR, Moderati Italiani in Rivoluzione, fallimentare costola del PDL. Dopo essersi autocandidato per le fantasmatiche primarie del centrodestra in contrapposizione ad Alfano, il nostro fonda il movimento e tappezza con i suoi manifesti tutta la penisola, girandola in lungo e largo.
Il risultato è noto: 0,24 per cento alla Camera e 0,22 al Senato. Anche in Trentino, il MIR presenta una sua lista: è capitanata da un transfugo della Lega Nord, Giuseppe Filippin, e l’obiettivo non dichiarato è conquistare quella manciata di consensi tale da impedire la rielezione del deputato leghista Maurizio Fugatti. Detto, fatto: il movimento racimola in Trentino solo lo 0,43 per cento, ma quei 1.348 voti sono esattamente quello che serve per fregare la Lega; resto troppo basso e l’onorevole Fugatti torna a casa. Ma qui stiamo divagando, perché la notizia è un’altra: in lista con il MIR c’è anche Ferrazza. Se gliel’abbia chiesto la fidanzata o suo zio, poco conta. Nella sua Bocenago il sindaco strappa 51 voti, ma si ferma lì.
Anche Samorì, visto l’esito delle urne, sembra destinato a prepensionamento politico. Ma a salvarlo ci pensa il governo Letta: lì c’è posto per tutti. Persino per il MIR. Nel valzer del sottogoverno, Berlusconi paga il debito di riconoscenza verso Samorì, che con la sua lista civetta ha comunque traghettato qualche voto leghista verso il PDL. “Il posto di sottosegretario agli Affari regionali l’avevano offerto direttamente all’avvocato, ma lui l’ha girato a Ferrazza”, svela Filippin.
E così, il primo cittadino di Bocenago si ritrova a fare il vice del suo ospite fisso più noto. Un bel balzo, non c’è che dire. “Se possibile continuerò a fare il sindaco, ho il mio paese nel cuore”, ha dichiarato alla stampa locale senza rendersi conto che, comunque, di doppio incarico si tratta. Quanto gli toccherà lavorare a Roma, non è ancora chiaro. Così come non è chiaro se si ritroverà a difendere il suo Trentino dall’accusa di essere un’autonomia privilegiata. Intanto, da Benedetta ?€“ conosciuta durante una battuta di caccia nel Modenese ?€“ aspetta un figlio, e con lo zio acquisito ha già iniziato a pagare il conto, tanto che le cronache delle scorse ore lo davano al suo fianco come neopromosso “big nazionale” non tra le Dolomiti ma in Sicilia: a Piazza Armerina, per sostenere il candidato PDL alla carica di sindaco, con tanto di comizio nella piazza dedicata a Falcone e Borsellino a 1.486 chilometri di distanza dalla sua Bocenago.
Come dire: ne ha fatta di strada, il prode Walter…
(06 maggio 2013)

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