Con tutti i crismi autorizzativi

Setta

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/05/21/news/appennino_inchiesta_sulla_valle_dei_veleni_amianto_scaricato_lungo_il_fiume_setta-59252281/

La procura di Bologna apre un fascicolo per far luce sulle sostanze tossiche che potrebbero essere finite nei milioni di metri cubi di detriti provenienti dagli scavi per la realizzazione della Variante di Valico. E che invece dovevano finire in discariche protette.


La valle dei detriti è sotto inchiesta. Dopo anni di silenzi delle amministrazioni locali, la procura ha aperto un fascicolo per capire se nei milioni di metri cubi di “smarino”, il materiale scavato ed estratto dalle gallerie della Variante di valico, depositato con tutti i crismi autorizzativi lungo il fiume Setta, si nascondano tracce di amianto. E in quali quantità. Perché, se così fosse, quel terreno di scavo deve andare in discariche protette e non rimanere lungo un fiume, dove è rimasto finora.
Ieri mattina, su delega dei pubblici ministeri Morena Plazzi e Luca Tampieri, sul Setta si sono presentati i carabinieri del Nucleo operativo ecologico e della compagnia di Vergato. Avevano la delega a far fare prelievi “con somma urgenza” ai tecnici dell’Arpa, che aveva comunque già programmato di intervenire. Sono stati prelevati campioni di terreno in cinque depositi indicati dalla Società Autostrade. Ma i controlli continueranno a tappeto. Nei depositi all’aperto è stato trasportato anche materiale di scavo dalle gallerie di Sparvo e di San Benedetto Val di Sambro presumibilmente inquinati dal benzene, sostanza contenuta nella vecchia benzina non verde, che — dilavata dall’asfalto della vecchia autostrada — è finito nel terreno asportato per realizzare la variante. Quindi non si cercherà solo l’amianto, ma anche il benzene, per vedere se sono rispettate le tabelle di pericolo del decreto 152 del 2006.
Il problema dell’amianto si è posto già a marzo, dopo l’intervento del Dipartimento di sicurezza sul lavoro dell’Ausl. Su sua richiesta, le ditte che scavano la galleria di Sparvo rivelarono che nel terreno rimosso risultava la presenza di rocce ofiolitiche, contenenti amianto in valori anormali. I dati dell’Ausl sono stati girati dai carabinieri di Vergato alla procura e i pm Plazzi e Tampieri, nell’ambito del pool Tutela della Salute coordinato dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, hanno aperto un fascicolo conoscitivo, il secondo dopo quello sulla frana di Ripoli. L’assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti, a marzo, aveva parlato di quantità molto superiori al normale rispondendo ad Andrea Defranceschi del M5S, che accusò il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, la Provincia di Bologna, lo stesso assessore regionale alla Sanità e l’Ausl di Bologna, anche se quest’ultima aveva scoperto il problema.
Spea-Autostrade ha poi presentato studi di due università che ridimensionano il fenomeno. Ieri l’assessore all’Ambiente della Provincia Emanuele Burgin ha detto che chiederà informazioni all’Arpa. L’Arpa da parte sua ha diramato una nota affermando che analizzerà nei laboratori di Reggio Emilia i filtri della centralina per scoprire eventuali fibre libere di asbesto nell’aria. Ma non dice che la centralina è stata installata da Spea.
(21 maggio 2013)

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